Bio Modus operandi

Un’amicizia e l’ascolto della musica che ha salvato loro la vita sono alla base del sodalizio artistico di Giuseppe Caruso (chitarra) con Ugo Leonardi (batteria); che, nel 2002, danno vita al progetto Uplacore. In pochi mesi a loro si uniscono Alfio Caruso (tastiera) e Liborio Pellitteri (chitarra). Di recente la formazione si completa con Agnese Leda (voce e basso).

Gli Uplacore non sono il classico gruppo che si ritrova un paio di volte a settimana a provare in una sala. La musica è frutto di una passione amatoriale. Nelle rare sessioni all’anno, la musica fluisce all’unisono senza sovrastrutture logiche, in spontanee ed uniche improvvisazioni, e viene registrata da un semplice microfono direzionale. La cadenza periodica è dettata dalla distanza che separa i componenti, essendo il gruppo sempre più atomizzato a vivere in luoghi diversi. Il materiale sonoro registrato nelle sessions è poi soggetto a lungo processo di post produzione, dove il suono viene arricchito da interventi di vero e proprio artigianato elettronico.

Debuttano con l’album “Waypoints”, in uscita il 22 maggio: lo-fi indie music che spazia dalla new wave all’ambient pop, passando per shoegaze, dream pop e post-rock.

 

MODUS OPERANDI

Nelle rare sessioni la musica fluisce all’unisono senza sovrastrutture logiche o trame studiate a tavolino, e viene catturata da un semplice microfono direzionale. La cadenza periodica delle sessions è dettata dalla distanza che separa i componenti, essendo il gruppo sempre più atomizzato a vivere in luoghi diversi. Le improvvisazioni dalle quali nascono i pezzi sono uniche, e la loro registrazione preserva la spontaneità del momento. Quello che, ad una prima lettura, è chiaramente un punto debole, nel tempo si è rivelato un’opportunità per sviluppare il lato creativo e inventare qualcosa di nuovo a partire dal taglia e cuci delle istantanee iniziali. In tal senso, l’editing successivo è stato mirato ad eliminare le parti meno riuscite, eccetto ove queste sono diventate funzionali al pezzo stesso. Per cui, così come accade per la dislocazione dei diversi membri del gruppo, anche per le registrazioni si è cercato di trasformare in un valore il limite intrinseco dovuto alla rara compresenza, sviluppando un metodo di lavoro abbastanza originale. Come una sorta di contraltare in equilibrio, le sessions “istantanee” sono state controbilanciate da un lungo processo di post produzione, durante il quale il suono è stato arricchito da interventi di vero e proprio artigianato elettronico: sovrapposizione di takes che ognuno ha suonato e inviato, più altri suoni e strumenti aggiunti nella fase di arrangiamento.

Questo approccio ha contraddistinto da sempre il modus operandi di Uplacore: concentrazione del tempo e degli sforzi per organizzare delle sessions; impegno nel rendere proficua l’improvvisazione, sebbene sempre preparata dall’ascolto di quanto suonato fino a quel punto e sostenuta da un entusiasmo genuino; suonare ogni pezzo che sgorga da grande empatia sonora, con la consapevolezza di essere quello l’unico momento per il pezzo di esistere: cioè, non saranno concesse repliche; l’anima genuina della musica in presa diretta catturata in condizioni lo-fi, in prima istanza, il design sonoro e le stratificazioni a posteriori, meglio apprezzabili nell’intimità della cuffia e in notturna; l’unicum acustico della cantina in pietra lavica o la sala prove tra gli agrumi: tutto questo è confluito nel primo album. L’editing avvenuto nei luoghi più disparati e l’album si nutre del trovarsi altrove ha portato a considerare la musica come un luogo ideale dove ritornare, per sentire l’intimità di un rifugio condiviso. In essa sono confluite la sensibilità, le diverse aperture e la personale interpretazione di ognuno. Potremmo definire la musica degli Uplacore con il termine resiliente; difatti, la creatività ha dovuto adattarsi ai contesti più disparati e trovare di volta in volta una nuova strategia di sopravvivenza.

Agnese Leda voice and bass guitar

Alfio Caruso keyboards, moog theremini

Giuseppe Caruso guitars, lyrics & vocals, harmonica

Liborio Pellitteri guitars

Ugo Leonardi drums and percussion, vocals, additional instruments